Just do it: la pericolosa illusione che la vita sia sempre facile

Il confine tra incoraggiare e dire una stupidaggine è molto labile: lo sanno bene le persone che soffrono di depressione e si sentono dire di provare semplicemente a “tirarsi su“. Allo stesso modo, quelli che sdraiati su una panca piana provano ad alzare un peso eccessivo e nonostante tutti gli insulti del compagno di allenamento non ce la fanno, sanno bene che l’adrenalina ha dei limiti: ci sono cose che sono semplicemente fuori dalla nostra portata, cose che da soli non possiamo fare. Magari domani ce la faremo, magari sono semplicemente impossibili: io non potrò mai volare, devo convivere con questa dura realtà e stare molto attento ai burroni.

Quella che nella vita di tutti i giorni sembra un’affermazione banale trova straordinaria opposizione nel magico mondo dei motivational speaker, quelli cioè che di professione ci incoraggiano a tirare fuori il meglio da noi stessi. Intento lodevole, certo, ma attenzione a non far passare il messaggio sbagliato: la vita ci pone di fronte a dei limiti invalicabili nella sfera privata e in quella professionale, anche se loro a volte sembrano fare finta che non sia così. Prendiamo ad esempio questo articolo apparso su Inc.com, intitolato “7 things you’ll never hear a successful person say“, “7 cose che non sentirai mai dire a una persona di successo“: in pole position troviamo un meraviglioso “I can’t do it“, “Non posso farlo“. Capite? Ammettere di non essere in grado di fare qualcosa ci impedisce di essere persone di successo. E io che pensavo che da circa 2500 anni avessimo concordato che conoscere i nostri limiti sia un bene! Non avevo capito niente.

Guai a dire “I can’t do it“: l’autore ci spiega perché in un breve paragrafo che a mio modo di vedere è nel caso migliore un esempio di miopia, nel peggiore ipocrisia pura. Lo traduco qui per i non poliglotti, con un paio di note per spiegare perché secondo me questa è una cavolata.

A volte avvertiamo la mancanza di conoscenza, esperienza o risorse che ci servono per avere successo [e fin qui niente da dire]. Sebbene sia allettante arrendersi a questo sentimento [non è un sentimento, molte volte è un dato di fatto], i migliori imprenditori lo rifiutano. Mettono da parte l’insicurezza e si concentrano su quello che vogliono creare [mi vengono in mente su due piedi almeno dieci idee di business che letteralmente non possono essere messe in piedi per limiti pratici, e almeno altre dieci che anche potendo non avrebbe senso attuare perché fallirebbero mostruosamente: non è insicurezza, è razionalità].

[Questa è fenomenale, occhio] Allena il muscolo della fede e inizia a dire “Io posso” anche quando senti che non puoi. Col tempo, imparerai a credere che puoi fare tutto quello su cui ti focalizzi [c’è un nome per le persone che pensano di poter fare tutto ciò che la mente suggerisce loro di fare: illusi]. Se hai bisogno di prove, fai una lista di tutte le cose che hai padroneggiato dall’infanzia. Scommetto che la tua vita è piena di esempi di come puoi superare qualsiasi ostacolo [così come quella del 100% della popolazione mondiale: tutti di successo?].

A costo di sembrare cinico, la mia visione è nettamente diversa: non abbiamo tutti le stesse possibilità. Punto. Illudersi che tutti possano fare tutto e dare come risposta a chi ammette di non poter fare qualcosa “allena il muscolo della fede” è l’equivalente di dire a un depresso che dovrebbe provare a smettere di esserlo. Chiaro che ci sono limiti che possono essere superati: è questo che tutti proviamo a fare ogni giorno e già provare fa di noi in un certo senso persone di successo, con buona pace dell’autore del post e delle sue incrollabili certezze. Allo stesso modo, è nostro dovere collettivo come specie Umana quello di aiutare sempre più persone a superare limiti che a oggi sono per loro insormontabili (un bell’esempio è questa storia di casa Google, ad esempio). Però le situazioni irrisolvibili esistono eccome: ammetterlo, comprenderlo e accettarlo è parte di una cosa chiamata consapevolezza, prerogativa degli adulti. L’importante è lottare, darsi da fare, migliorare e superare quei limiti che è possibile superare, sconfiggere le statistiche, fare il massimo che ci è concesso fare col tempo che abbiamo ed entro le barriere che da qualche parte prima o poi ci troveremo davanti. Ma ricordate sempre cosa succede a chi combatte i mulini a vento.

Ora per favore fate partire questa canzone, e allontanatevi facendo molta attenzione ai coyote, ai motivatori di professione e ai cavalieri erranti.

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